WEEK END LUDOVICO VAN. DUE SERATE DI GRANDE MUSICA PER RICORDARE IL GENIO ASSOLUTO DELLA MUSICA.

Musica

Ludwig Van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827)

IL PROSSIMO ANNO SARANNO TRASCORSI 200 ANNI DALLA SCOMPARSA DI LUDWIG VAN BEETHOVEN MA LE CELEBRAZIONI IN MUSICA SONO GIA’ IN PIENO SVOLGIMENTO. LO SCORSO FINE SETTIMANA A BRESCIA E VERONA SONO ANDATE IN SCENA TRE ESECUZIONI DI ALTRETTANTE MITICHE COMPOSIZIONI DEL GRANDE MUSICISTA DI BONN. IN QUESTO ARTICOLO VI RACCONTIAMO QUESTE DUE INCREDIBILI SERATE E COME BEETHOVEN E’ DIVENTATO L’ICONA POP “LUDOVICO VAN”.

di Francesco Cecconi

LUDOVICO VAN, KUBRICK E ALCIDE SCAGLIA

Se nel corso degli anni ho sviluppato un amore incondizionato per la musica di Ludwig Van Beethoven e per la musica classica in generale, devo ringraziare Stanley Kubrick e la sua personale e controversa reinterpretazione del libro “A clockwork orange” (Arancia meccanica) di Antony Burgess e il compianto Alcide Scaglia, ai tempi titolare del Cinema Felici che oltre ai film di cassetta non disdegnava di proiettare pellicole di grande spessore artistico. Ricordo in particolare, nello stesso periodo, la proiezione del “Dersu Uzala” di Akira Kurosawa. Tralasciando la trama e i temi di spessore trattati nel film, mi limito a ricordare l’appellativo confidenziale e ironico con il quale Alex, il violento capo drugo cultore dell’ultraviolenza e della buona musica,  interpretato da Malcom McDowell,  rinomina il grande musicista tedesco che nel doppiaggio italiano di Adalberto Maria Merli suona come “LUDOVICO VAN”, mentre il trattamento antiviolenza al quale viene sottoposto il protagonista diventa la “CURA LUDOVICO”. La colonna sonora del film è quanto di più variegato e visionario Kubrick abbia prodotto ma al centro dell’attenzione rimane la musica di Beethoven, in particolare l’imponente Inno alla gioia dal quarto movimento della sua Nona sinfonia che scandisce varie fasi del film. Quindi non me ne voglia il grande musicista se per questo resoconto, peraltro molto serio almeno nelle intenzioni, ho scelto di ricordarlo  anche con il suo nickname made in Kubrick.

“Orange clockwork” Stanley Kubrick 1971

BEETHOVEN 200 ANNI DOPO

Il prossimo 26 marzo cadrà il duecentesimo anniversario della morte di Ludwig Van Beethoven e in tutto il mondo le varie istituzioni musicali si stanno preparando per la ricorrenza. Già nel corso di quest’anno assistiamo ad una intensificazione degli eventi a lui dedicati. In particolare, lo scorso fine settimana, due importanti istituzioni musicali di città vicine tra loro hanno messo in cartellone due eventi di spessore con esecuzioni di alcuni dei lavori più celebri e rappresentativi del musicista. A Verona presso il Teatro Filarmonico è stata eseguita la Missa Solemnis mentre a Brescia presso il Teatro Grande l’orchestra del Conservatorio “Luca Marenzio” ha eseguito la terza e la quinta sinfonia. Questo il resoconto delle due “serate Ludovico Van”. 

 

SERATA LUDOVICO VAN N.1

IL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

 Il binomio musica-Verona fa pensare immediatamente agli straordinari allestimenti operistici della stagione estiva dell’Arena, l’antico anfiteatro romano costruito nel primo secolo d.c. sopravvissuto in maniera mirabile alle ingiurie del tempo grazie alla costante cura dei veronesi nel corso dei secoli. E’ dal 1913 che in questo anfiteatro vengono rappresentate le opere verdiane, in particolare l’Aida che non manca mai da cartellone, e degli altri autori italiani. La Fondazione Arena di Verona che gestisce questo evento, produce contestualmente una stagione musicale al chiuso presso il Teatro Filarmonico importante struttura teatrale presente nel centro cittadino, a poche centinaia di metri dal Castelvecchio, dal 1719. Più volte rimaneggiato e ricostruito in stile neoclassico, il teatro è in grado di ospitare fino a 1200 spettatori.

Il Teatro Filarmonico di Verona.

 LA MISSA SOLEMNIS  TORNA AL FILARMONICO DI VERONA.

Dopo molti anni la Missa Solemnis in Re maggiore per soli, coro e orchestra op. 123 composta da Ludwig Van Beethoven a partire dal 1818, è tornata a Verona nell’esecuzione dell’orchestra e coro della Fondazione Arena di Verona diretta da Wolfram Christ, già prima viola dei Berliner prima di passare alla direzione d’orchestra, con Roberto Gabbiani Maestro del coro. Solisti d’eccezione, con curriculum stellare, il soprano Athanasia Zohre, il mezzosoprano Katrin Wundsam, il tenore Sebastian Kohlhepp e il basso Johannes Weisser. Violinista solista nell’Agnus Dei Salvatore Quaranta. Due le esecuzioni in programma presso il Teatro Filarmonico di Verona, nelle serate dell’8 e 9 maggio (le foto e il video con una delle diverse chiamate degli artisti a fine esecuzione sono relative al primo concerto). La Messa venne dedicata da Beethoven all’Arciduca Rodolfo d’Austria suo allievo e mecenate ma non fu mai eseguita per intero durante l’esistenza in vita del compositore tedesco. Il 7 maggio 1824 Ludwig diresse Kyrie, Credo e Agnus Dei nello stesso concerto della prima della sua Nona sinfonia. Per questo motivo la  monumentale messa solenne viene considerata come elemento religioso speculare della “laica” Nona”.

Da sinistra: Wolfram Christ, Roberto Gabbiani e i quattro solisti.

SERATA LUDOVICO VAN N.2

BRESCIA – TEATRO GRANDE

Non è un teatro famoso come la “Scala” ma le sue origini, la sua storia e la sua struttura non hanno nulla da invidiare all’Istituzione milanese.Il primo edificio destinato a teatro risale a metà del 1600 ma nei due secoli successivi venne modificato e adattato al clima generato dalla diffusione del bel canto e dell’opera lirica fino a raggiungere l’eleganza classica ottocentesca che possiamo ammirare ancora oggi. Dal 1912 il Teatro Grande di Brescia è stato riconosciuto come monumento nazionale dal ministero dei beni culturali. Il teatro ospita annualmente importanti produzioni operistiche, sinfoniche e di danza, mentre l’elegante ridotto ospita numerosi eventi cameristici.

Brescia, Teatro Grande

IL CONSERVATORIO “LUCA MARENZIO” E L’ORCHESTRA STU.D.I.O

La grande tradizione musicale bresciana viene sviluppata e tramandata dal prestigioso Conservatorio “Luca Marenzio” che oltre all’attività didattica si fa promotore di numerose produzioni ed esecuzioni che coinvolgono l’intero comprensorio. Il “Marenzio” ha una sua orchestra composta da insegnanti ed allievi del conservatorio che periodicamente “regala” alla città concerti di grande pregio. L’orchestra STU.D.I.O (acronimo di STUdenti e Docenti Insieme in Orchestra) è attiva dal 2018.

Orchestra STU.D.I.O. diretta da Pier Carlo Orizio

 

IL PROGETTO BEETHOVEN 200

 Nel biennio 2026–2027, in occasione del secondo centenario dalla morte di Ludwig van Beethoven (1827–2027). L’Orchestra STU.D.I.O. è coinvolta in un progetto di ampio respiro, concepito come un percorso unitario di carattere artistico, formativo e culturale, e denominato “Beethoven 200 · Umanità in ascolto” che prevede l’esecuzione integrale delle nove Sinfonie e delle Ouverture orchestrali.

Pochi istanti prima dell’esecuzione della “Quinta”

LA TERZA E LA QUINTA

In questo ambito l’orchestra ha eseguito nella  serata del 9 maggio la sinfonia n.3 “Eroica” in mi bemolle maggiore op. 55 composta dal musicista tedesco nel 1803 e dedicata inizialmente a Napoleone Bonaparte, da molti visto, in quei primi anni del XIX secolo, come un rivoluzionario che incarnava l’anelito di libertà delle nuove generazioni. L’autoproclamazione a imperatore avvenuta nel 1805 deluse profondamente il compositore tedesco che rinnegò la dedica al Bonaparte, arrivando a strappare fisicamente il frontespizio dello spartito dove era stata redatta. La composizione, nei tempi Allegro con brio, “Marcia funebre” – Adagio assai, Scherzo-Allegro vivace, Finale-Allegro molto, partendo dalla tradizione settecentesca rompe definitivamente gli schemi sinfonici in uso nel secolo precedente dando il via a un modo nuovo e rivoluzionario di fare musica. Dopo la lunga e sempre coinvolgente cavalcata epica della terza, la composizione beethoveniana di maggior durata dopo la nona sinfonia, tutte le attese del pubblico erano rivolte alla composizione più nota ed eseguita del musicista di Bonn: la quinta sinfonia in do minore op. 67 composta nel biennio 1807-08 nei tempi Allegro con brio, Andante con moto, Adagio, Allegro-Presto. Le celebri quattro note iniziali che secondo Anton Schindler rappresentano il destino che bussa alla porta, sono le più conosciute, eseguite e adattate per ogni utilizzo in ambito musicale anche non necessariamente classico. In realtà tutti e quattro movimenti della sinfonia sono una invenzione continua che coinvolge l’ascoltatore non solo per la tecnica che stravolge tutti i canoni precedenti ma anche e soprattutto per le emozioni suscitate. Non a caso la cultura popolare ha attinto, continuando a farlo, a piene mani, da questa composizione. Il pubblico del Teatro Grande ha decisamente apprezzato l’esecuzione impeccabile di queste due grandi sinfonie eseguite sotto la direzione di Pier Carlo Orizio. Se il buongiorno si vede dal mattino, anche l’esecuzione degli altri lavori sinfonici del grande Ludwig Van Beethoven prevista per il prossimo anno, non mancherà di stupirci.

 

Il direttore Pier Carlo Orizio

LE DOLENTI NOTE CONTRATTUALI

L’esibizione degli artisti è solo la parte visibile del funzionamento di un teatro. Una qualsiasi Messa in scena, teatrale, operistica o sinfonica che sia, è il frutto del lavoro di molte persone con competenze tecniche diverse: costumisti, manutentori, elettricisti, tecnici del suono, impiegati amministrativi ed altri. Persone comuni, invisibili al pubblico, che ogni giorno timbrano il cartellino e svolgono i loro incarichi lavorativi necessari al funzionamento di strutture cosi complesse. Come accade sistematicamente in Italia anche questa categoria di lavoratori è in attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Il vecchio è scaduto da cinque anni e ovviamente gli stipendi sono rimasti fermi ad allora. La trattativa, a fronte di proposte salariali giudicate inconsistenti dai lavoratori interessati, è ferma da tempo e l’intera categoria è in stato di agitazione nazionale. Prima dell’inizio dello spettacolo un gruppo di lavoratori del “Grande” è salito sul palco mentre gli altoparlanti diffondevano il comunicato sindacale che descrivendo la situazione lavorativa del settore chiedeva contestualmente al pubblico di appoggiare le rivendicazioni di categoria. Appello che facciamo nostro estendendolo ai nostri lettori/ascoltatori.

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