LA RADIO NEL DIARIO DI ANNA FRANK

Storia, Giorno della memoria

Fotogramma dal film di animazione “Anna Frank e il diario segreto”

TRA IL 1942 E IL 1944 UNA RAGAZZA TEDESCA IN ESILIO, COSTRETTA A VIVERE IN CLANDESTINITA’, DESCRIVE A KITTY, UN’AMICA IMMAGINARIA LA VITA QUOTIDIANA DI UN’ADOLESCENTE TRADITA DALLA  STORIA E DALLA FOLLIA BELLICA DEGLI ADULTI. UN PICCOLO APPARECCHIO RADIO E’ LA SUA UNICA FINESTRA SU UN MONDO IN FIAMME. NEL GIORNO DELLA MEMORIA VI PROPONIAMO ALCUNE PAGINE DEL DIARIO  QUESTE  ANNA FRANK DEDICA ALLA RADIO.

introduzione e appendice di Francesco Cecconi

testi di Anna Frank

PREMESSA: LE POLITICHE DI STERMINIO NON SONO UNA FAVOLA

Il giorno della memoria è caratterizzato da numerose iniziative che ricordano lo sterminio di milioni di cittadini europei di origine ebraica, di etnie come i Rom e i Sinti, dichiarate inferiori, di invalidi, di omosessuali  e dissidenti politici. Le testimonianze dei sopravvissuti e le prove documentali di questo fosco capitolo della Storia moderna soni inconfutabili. La “soluzione finale” è ben fissata nella storia eppure il negazionismo, soprattutto negli ultimi anni, si è fatto sempre più spavaldo ed ha subito una  forte impennata dopo l’ennesima escalation di violenza in Medio Oriente con l’invasione israeliana della Striscia di Gaza in reazione alla strage compiuta da Hamas il 29 settembre 2023. Confondere intenzionalmente  i due contesti  oltre che una fallacia logica è qualcosa di totalmente privo di senso, eppure, considerati i risultati, funziona. Proprio per questo va ribadito che le politiche all’inizio discriminatorie, attuate con leggi appositamente emanate e la successiva messa in atto dello sterminio sistematico, hanno dei responsabili: i nazisti, i loro alleati e le entità locali collaborazioniste a tutti i livelli. Chi non lo ha ancora fatto dovrebbe leggere lo stracitato ma forse poco letto e/o compreso “La banalità del male” di  Hannah Arendt, che partendo dal processo Eichmann, dati alla mano, racconta l’olocausto senza fare sconti a nessuno, e per questo subendo l’ostracismo da vasti settori dell’ebraismo sia in Israele che negli Stati Uniti.

ANNA FRANK E LA RADIO

Se la Arendt affronta il tema dello sterminio da una spietata prospettiva storica, spetta a un’altra ebrea tedesca, che purtroppo non ha avuto modo di sviluppare le sue indubbie qualità letterarie, il merito di aver fatto conoscere in tutto il mondo, anche a un pubblico non specializzato,  la realtà della discriminazione, della persecuzione, dell’esilio  e infine lo sterminio. Anna Frank, originaria di Francoforte sul Meno ed esule in Olanda insieme alla sua famiglia, muore  di tifo, all’età di 15 anni,  nel campo di Bergen – Belesen nel febbraio 1945,  ma è solo nel dopoguerra che viene alla luce e successivamente pubblicato il suo diario che racconta la vita di un’adolescente che invece di inseguire i suoi sogni ed aspirazioni è costretta a vivere anni di paura segregata insieme alla sua famiglia in uno spazio angusto. La fine della vicenda è ben nota: un delatore, la cui identità non è stata mai definita con  certezza assoluta, rivela agli occupanti nazisti il nascondiglio della famiglia ebrea.  Il 4 agosto 1944, agenti della Sicherheitsdienst (SD), guidati dall’SS-Hauptscharführer Karl Silberbauer, fanno  irruzione nel nascondiglio e l’intera famiglia Frank deportata. Ma la giovane Anna come trascorreva il suo tempo, tra tedio e paura, durante la sua prigionia ? Anna, nel suo diario,  “inventa” Kitty un’amica immaginaria alla quale racconta il lento scorrere della vita in clandestinità. La radio, “fonte di coraggio” , è un elemento fondamentale nella vita reclusa della famiglia e ad essa Anna dedica molte pagine del suo diario e da queste ne abbiamo estrapolate alcune che, pensiamo, possano rendere l’idea di come una vita claustrofobica e sempre sul filo del rasoio, possa essere illuminata, sia pure per brevi attimi, da questa finestra sul mondo.

Anna Frank

DAL DIARIO DI ANNA FRANK

LA SORGENTE DI CORAGGIO 

Il mese prossimo siamo di turno per la consegna delle radio. Koophuis ha a casa sua un minuscolo apparecchio clandestino, chenoi riceveremo in cambio della nostra grossa Philips. E’ un peccato dover consegnare la bella cassetta, ma in una casa dove si nascondono dei clandestini bisogna fare il possibile per non tirarsi addosso le autorità. Metteremo la piccola radio di sopra. Ebrei clandestini, denaro clandestino, acquisti clandestini: ci sta anche una radio clandestina. Tutti cercano di procurarsi un apparecchio vecchio per consegnarlo al posto della loro «sorgente di coraggio». E’ proprio vero; quando le notizie di fuori peggiorano, la radio colla sua voce miracolosa ci aiuta a non perderci di coraggio ripetendo continuamente: «Su, state di buon animo, verranno tempi migliori!».

8 SETTEMBRE 1943  

Cara Kitty, ogni volta che ti scrivo è successo qualcosa di speciale, ma è più facile che si tratti di cose sgradevoli che di gradevoli. Oggi invece si tratta di una cosa davvero meravigliosa. Mercoledì sera, 8 settembre, stavamo ascoltando la radio delle sette e la prima cosa che udimmo fu: «Ecco la migliore notizia di tutta la guerra: l’Italia ha capitolato!». l’Italia si è arresa senza condizioni! Alle otto e un quarto cominciò radio Orange: «Ascoltatori, un’ora fa, avevo appena finito di scrivere la cronaca della giornata, quando venne la splendida notizia della capitolazione dell’Italia. Posso dirvi che non ho mai gettato con tanto piacere il foglio nel cestino!». Furono suonati God save the king, l’inno americano e l’Internazionale. Come sempre, radio Orange solleva il cuore senza essere troppo ottimista.

RADIO ORANJE  

Programma per i lavoratori, radio OranJe, Frank Phillips o S. M. Guglielmina; ciascuno ha il suo turno e trova orecchi volenterosi. E se non stanno mangiando o dormendo, si siedono alla radio e parlano di mangiare, di dormire o di politica. Uff! che seccatura! faccio una grande fatica a non diventare anch’io una vecchia noiosa. Sotto questo punto di vista i nostri maggiori non hanno più nulla da temere. Per darne un chiaro esempio, si presta perfettamente un discorso del nostro amato Winston Churchill.

L’ALLOGGIO SEGRETO  

Cara Kitty, ieri sera il ministro Bolkenstein disse da radio OranJe che dopo la guerra si farà una raccolta di lettere e diari di questa guerra. Naturalmente tutti mi volarono addosso, per quello che sto scrivendo io. Figurati come sarebbe interessante, se io pubblicassi un romanzo sull’alloggio segreto. Dal titolo, la gente lo crederebbe un romanzo giallo. Senza scherzi: dieci anni dopo la guerra farebbe un curioso effetto se noi raccontassimo come hanno vissuto qui otto ebrei, che cosa hanno mangiato e che cosa hanno detto. Sebbene ti racconti molto di noi, tu non sai che pochissimo della nostra vita.

ORA DOBBIAMO COMPORTARCI DA SOLDATI  

– Ora dobbiamo comportarci da soldati, signora- Se è finita, ebbene, saremo caduti per la Regina e la Patria, per la libertà, la verità e la giustizia, come dice sempre radio Oranje. La sola cosa che mi atterrisce è che trascineremo anche gli altri nella sventura. Dopo un’ora il signor Van Daan cambiò di posto con sua moglie, e il babbo venne presso di me. Gli uomini fumavano senza interruzione, di quando in quando si udiva un profondo sospiro, poi qualcuno faceva i suoi bisogni e poi si ricominciava tutto da capo.

ASCOLTANDO LA RADIO INGLESE  

Il signor Koophuis mi ha portato il Libro per la gioventù. Ieri sera siamo andati tutti e quattro nell’ufficio privato e abbiamo attaccato la radio inglese. Avevo tanta paura che qualcuno ci potesse udire, che letteralmente supplicai papà di ritornare di sopra con me. Mamma capì la mia angoscia e venne su lei pure. Anche per altre cose abbiamo una grande paura che i vicini ci possano sentire o vedere. Fin dal primo giorno abbiamo fabbricato letendine. Veramente non si potrebbe parlare di tendine, perché non si tratta che di alcuni teli trasparenti, del tutto diversi per forma, qualità e disegno, che il babbo e io abbiamo cucito malamente insieme, proprio da inesperti. Poi abbiamo fissato questi capolavori alle finestre con delle puntine da disegno, e non li toglieremo più per tutto il tempo che rimarremo nascosti.

LA RADIO INGLESE DICE CHE LI GASANO  

Se i n Olanda stanno già così male, come staranno nelle contrade barbare e lontane dove li mandano? Secondo noi li ammazzano quasi tutti. La radio inglese dice che li gasano. Forse è il metodo più spiccio per morire. Sono molto turbata. Miep racconta tutti questi orrori in un modo che dà l’angoscia, e anche lei è sconvolta. Qualche tempo fa, per esempio, aveva visto una vecchia ebrea paralitica seduta davanti alla porta di casa; doveva aspettare la Gestapo, che era andata a prendere un’auto per portarla via. La povera vecchietta era terrorizzata per gli spari della contraerea (c’erano apparecchi inglesi in volo sulla città) e per le luci abbaglianti dei proiettori. Però Miep non poteva portarla dentro; nessuno lo avrebbe osato. I tedeschi non scherzano colle loro punizioni.

APPENDICE: RADIO ORANJE

Nelle pagine del suo diario Anna Frank cita molte volte Radio Oranje “De stem van strijdend  Nederland (La voce del militante olandese). L’emittente operava da Londra e trasmetteva le notizie e gli appelli del governo dei Paesi Bassi, in esilio. La prima trasmissione andò in onda il 28 luglio 1940 con un discorso della regina Guglielmina, donna di ideee molto conservatrici ma strenua ed acerrima nemica del nazismo. Durante l’intero svolgimento del conflitto mondiale la sovrana parlò alla nazione per ben 34 volte. Il programma, diretto dal giornalista e diplomatico Adrianus Pelt,  veniva trasmesso quotidianamente alle 9 di sera a cura del servizio europeo della BBC e aveva una durata di 15 minuti. Nel video potete ascoltare l’annuncio di Radio Oranje e la voce della regina Guglielmina.

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