Musica

“I wrote this song on Saturday, recorded it yesterday and released it to you today in response to the state terror being visited on the city of Minneapolis. It’s dedicated to the people of Minneapolis, our innocent immigrant neighbors and in memory of Alex Pretti and Renee Good”. (Bruce Springsteen)
IL BOSS E’ TORNATO !
Bruce Springsteen, “The Boss”, è tornato ! E’ vero, non siamo più negli anni 60 quando la musica, molto più d tante parole, era il mezzo più efficace di denuncia degli abusi del Potere e di coinvolgimento delle persone comuni nelle lotte per i diritti civili, ma vedere e ascoltare un signore di 76 anni, che potrebbe tranquillamente godersi i frutti di una lunga e prospera carriera, imbracciare la sua chitarra e nel giro di 24 ore comporre, registrare e diffondere una ballade che ci riporta indietro nel tempo, è allo stesso tempo preoccupante ed esaltante. Ascoltando “Streets of Minneapolis” non si può fare a meno di provare queste contradditorie sensazioni, derivanti, la prima, dalla spiacevole constatazione di come, nonostante siano trascorsi decenni, il pieno diritto del godimento dei diritti civili è un percorso ancora ben lontano dall’essersi concluso e l’altra dalla constatazione che nonostante la progressiva regressione umana e culturale dell’ultimo decennio, esistono ancora nella società, a vari livelli, gli anticorpi necessari a combattere questo male oscuro, questo sonno della ragione che ammorba il vivere civile di tanta gente che non si riconosce e che ne è travolta, nel debordante tsunami di inciviltà, prepotenza e sopraffazione di questi ultimi anni.
IL VIDEO UFFICIALE DI STREETS OF MINNEAPOLIS
WE’LL REMEMBER THE NAMES OF THOSE WHO DIED
I morti di Minneapolis costituiscono solo l’ultimo capitolo, per ora, di un tragico libro che documenta l’inesorabile sfaldamento di un ordine sociale che, sia pure tra molte contraddizioni, dal 1945 in poi, ha consentito, per lo meno in Europa, un lungo periodo di pace e relativo benessere. Che questo sistema venga messo in discussione, anzi addirittura picconato dall’interno sembrava impensabile, eppure lo stravolgimento che non è riuscito alle ideologie sembra molto ben avviato grazie alle tecnocrazie. L’Arte, quando non asservita al potere, ne costituisce uno dei contrappesi più importanti e la musica, soprattutto se ti chiami Bruce Springsteen, ne è la punta di diamante. Nel corso di un evento di beneficienza nel New Jersey, l Boss si era già espresso pubblicamente in toni molto duri contro la presenza e le azioni dell’ICE a Minneapolis. L’instant song di Springsteen ci riporta alle atmosfere di “The gosth of Tom Joad” pubblicato nel 1995 e di riflesso alla poetica di Steinbeck e alle peregrinazioni on the road di Woody Guthrie negli anni 30. Ma se vogliamo trovare un altro parallelo storico che ben si adatta alle vicende attuali, non possiamo non citare quell’ “Ohio” che Crosby, Still, Nash & Young scrissero nel 1970 per ricordare i quattro studenti uccisi nella città di Kent nel maggio di quell’anno, mentre dal punto di vista stilistico la ballata della durata di 4’35” ricorda molto da vicino “Desolation row” di Bob Dylan. Di certo non sarà una canzone a modificare il corso degli eventi, ma una voce autorevole come quella di Springsteen serve quanto meno a dare coraggio e speranza a coloro che si oppongono a questo orrendo stato di cose.


